Lettera dal Consulente: che fine ha fatto l’incentivo IO LAVORO?

Riportiamo la realtà dei fatti

  • Fondi mai redistribuiti alle imprese del Nord Italia

  • 152 milioni di euro ad oggi giacenti

  • Molte email e telefonate senza riscontro

Quanto è complesso l’ottenimento di un contributo a fondo perduto!

Vi racconto quest’oggi l’iter per l’accesso ad un incentivo, fatto di trafile di email, accettazioni salvo verifica delle risorse da parte INPS e, nei fatti, concretizzatosi in un’impossibilità (per ora) di accedere alle risorse, nonostante gli innumerevoli sforzi.

Per iniziare, durante il 2020, anno della pandemia, è stato disposto uno sgravio, denominato IO LAVORO, finanziato dall’Unione Europea, a favore delle aziende che assumevano disoccupati durante il 2020 (e solo per tale anno). L’incentivo, nel concreto, era una forma ristretta di GARANZIA GIOVANI. Erano agevolabili le assunzioni di soggetti tra i 16 ed i 24 anni (se di età superiore, a patto che disoccupati da almeno 6 mesi). L’agevolazione consisteva in un contributo annuale corrispondente allo sgravio totale dei contributi INPS per un anno e la Circolare, dello stesso Istituto, cui fare riferimento era la n. 124 del 26/10/2020.

Quanto all’ammontare dello sgravio, veniva emesso un decreto ANPAL (n. 52/2020) che stanziava le risorse pari ad euro 329 milioni.

Le stesse venivano suddivise in tre parti: alle zone maggiormente sviluppate venivano assegnati euro 12.400.000 (notate l’esiguità della somma); alle zone “meno sviluppate” 234 milioni e alle zone “in transizione” 83 milioni.

Presentavamo dunque le domande, praticamente tutte accettate (trattasi di 38 domande per altrettante assunzioni) e, dunque, confidavamo nel poter godere di detto contributo a fondo perduto a favore delle aziende che avevano provveduto alle assunzioni. Invece no. Il perché è molto semplice: le risorse assegnate alle zone più sviluppate (ribadisco, 12 milioni su 329 milioni) erano, logicamente, tanto esigue che gli incentivi sono andati “bruciati” in un attimo.

Voglio dunque precisare che, se da un lato questa politica è legata, come ovvio, al lungo datato tentativo di rilanciare le Regioni del Centro – Sud, lo squilibrio tra le risorse stanziate è evidente. Alle Regioni “meno sviluppate” e “in transizione” sono state assegnate più risorse di quanto necessarie tant’è che, ad oggi, giacciono euro 152.463.452 euro (euro 93.863.755 assegnati alle Regioni “meno sviluppate” ed euro 58.599.697 assegnati alle Regioni “in transizione”).

Tali risorse lo ribadisco, ad oggi, sono disponibili e giacenti e le nostre domande sono tutte in attesa di assegnazione dei fondi. Giacché dunque sono state completamente indennizzate tutte le assunzioni effettuate nelle Regioni del Centro – Sud e vi sono, invece, molte aziende del Nord che, pur con una domanda accettata, non hanno ancora ricevuto nulla, mi aspettavo una ridistribuzione di queste risorse.

Da qui, dunque, scaturisce la mia iniziativa, ad oggi purtroppo senza esito, di chiedere la ripartizione di tali fondi a favore delle aziende del Nord.

Nel Marzo 2021 scrissi all’INPS Treviso affinché sollecitassero, appunto, la riassegnazione delle risorse inutilizzate per indennizzare le aziende aventi diritto ancora in attesa del contributo. Esito: nemmeno una risposta alla mia email.

Il 28 Aprile 2021 ho poi contattato Regione Veneto per sollecitare lo stesso problema. Vengo dunque chiamato da una funzionaria regionale la quale, pur ribadendo la correttezza e logicità del mio ragionamento, dichiara che le pratiche sono assai complesse e che, comunque, il problema sarebbe stato esposto nella “Conferenza delle Regioni”. Da allora non ho più ricevuto alcuna notizia.

Continuando, domenica 2 Maggio 2021 recapito una PEC direttamente all’ANPAL (l’Ente che ha gestito il contributo su delega del Ministero), enunciando dettagliatamente la questione senza, ahimè, ricevere alcuna risposta.

Il 9 Giugno 2021, ciò non bastasse, contatto direttamente “Fondazione Consulenti per il Lavoro” a Roma. Vengo dunque richiamato dal direttore il quale, pur facendo riferimento ad una recente disposizione dell’ANPAL, mi rimanda ad un documento che, però, non dispone alcuna ridistribuzione di tali fondi.

E giungiamo all’ultimo atto: giovedì 29 Luglio 2021 riscrivo nuovamente via PEC ad ANPAL sollecitando un riscontro alla mia prima istanza. Come immaginabile, non mi è mai giunta alcuna risposta.

A fronte di tale inerzia, non resterebbe che segnalare il caso all’Unione Europea la quale, in fin dei conti, ha assegnato le risorse tramite i programmi PON SPAO e POC SPAO (politiche attive 2014-2020). Attenderò dunque, imperterrito, fino al 31 Ottobre, nell’attesa di una risposta da ANPAL, dopodiché segnalerò il caso all’Unione Europea (mi son già procurato il modulo).

Non potete immaginare quante volte sia entrato nel sito dell’ANPAL per vedere se riassegnavano le risorse, o quante volte ho cercato su Google confidando in un’improbabile novità.

Per non dimenticare, mio figlio ha avuto l’occasione di parlare direttamente con un parlamentare il quale, in un primo tempo, ci ha detto che la redistribuzione dei fondi sarebbe stata inserita in qualche provvedimento legislativo tra i vari Decreti Ristori o Semplificazioni. Non ho ancora notato alcunché e dubito che la problematica sia stata compresa approfonditamente.

Mi chiedo anche: questi 152 milioni e 460.000 inutilizzati che fine faranno? Credo la domanda sia lecita.

Ecco, ho colto l’occasione, tramite questa mia lettera, di far luce su questa vicenda giacché ho ancora l’amaro in bocca per non esser riuscito nel mio intento. Mi trovo, spesso, a rapportarmi con interlocutori che nemmeno mi rispondono e trovo tutto questo un’ingiustizia alla quale non viene dato nemmeno il diritto di poter chiedere il perché.

Non posso che segnalare, infine, l’assoluto silenzio sull’argomento anche delle Associazioni Industriali, Associazioni Commercianti, Associazioni Artigiani che, per prime, avrebbero dovuto sollevare la questione. Tra l’altro ricorderei, a tutti i clienti associati, che non sarebbe una cattiva idea contattare tali Associazioni visto il servizio che dovrebbero garantire. Infine, su nessuna rivista specializzata o giornale ho avuto modo di leggere un accenno alla vicenda.

Nell’attesa che quanto prima cessi tale immobilismo, vi terrò aggiornati.

Paladin Gabriele

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